Ci sono band che ho visto una sola volta, ci sono band che addirittura non ho mai visto, nonostante le ami, e ci sono persino band che non vedrò mai nella vita, purtroppo.
Saturday, 15 December 2012
Oh, sorry, I don't speak Italian.
Posted by Alessia at 10:05 0 comments
Labels: concert, gig, live, magazzini generali, milan, the vaccines
Tuesday, 4 December 2012
Aww, yeah
L'universo è contro di me.
37 e mezzo il giorno prima di partire, sciopero dei mezzi il giorno stesso, freddo assurdo, biglietti che non arrivano mai, derby.
E nonostante questo è andato tutto alla grande.
E' il terzo concerto, quest'anno, a cui vado quasi più per il gruppo spalla che per il gruppo "principale". Questi gruppi spalla... prima o poi saranno la mia morte.
Il gruppo spalla in questione sono i Maccabees.
Ho cominciato seriamente ad ascoltarli quest'anno, e non avrei mai pensato che sarebbero diventati così importanti per me. Ma non è così per tutte le nostre band preferite?
Bè, il mio amore per Given To The Wild è incommensurabile. Quell'album è perfetto.
E loro sono perfetti.
Orlando che, timidamente, ci dice "Hello", Felix che non si calma un attimo e ci assicura che "we're gonna have a good time", Hugo che è un pazzo e basta...
A Leeds quest'estate mi avevano ipnotizzata e mi avevano fatta piangere, mentre a Torino oltre a ricordarmi quanto sono bravi hanno suonato la mia canzone preferita: Young Lions.
Questo mi ha resa veramente felice. Amo i Maccabees e già non vedo l'ora di rivederli, e non vedo l'ora che diventino una grande band riconosciuta da tutti, perché questo è quello che meritano.
I Black Keys, bè, loro una grande band già lo sono, e questo titolo se lo sono sudato. I Black Keys sono, a mio parere, una delle ultime vere rock and roll band, insieme ai Foo Fighters.
Quando ascolti la loro musica ti vengono i brividi, senti il ritmo che ti entra nelle vene e ti fa scatenare.
Io sono cresciuta con i dischi che ascoltava mia madre: soprattutto blues. E ogni volta che ascolto i Black Keys vengo trasportata dentro quei vecchi dischi impolverati.
Ho appena scritto che amo i Maccabees, ed è vero. I Maccabees mi fanno venire i brividi, mi emozionano, mi fanno piangere, ma non potrò mai definirli una band rock, perché semplicemente non lo sono.
Con i Black Keys, è come tornare alle origini: ci sono due persone, una suona la chitarra e una suona la batteria, e c'è quella voce divina di Dan che canta. I Black Keys servono a ricordare cos'è la vera musica, quella senza fronzoli, senza computer, ma che viene dall'anima.
E' questo che fa di loro una grande band.
La setlist è stata perfetta: hanno iniziato con Howlin' For You e già lì ero morta, ma la seconda mi ha dato il colpo di grazia: Next Girl. Come fai a sopravvivere ad un concerto che già inizia così?
Ogni tanto hanno anche fatto delle canzoni vecchie, che Dan ha introdotto dicendo: "This one's an oldie but a goodie." Per esempio Same Old Thing l'ho amata profondamente.
Il secondo gruppo di canzoni l'hanno suonato Dan e Patrick da soli, e infatti anche qui Dan è intervenuto dicendo: "We're gonna play a few songs, just the two of us."
Pat non ha detto una parola, nonostante per ben due volte Dan l'abbia presentato come "Patrick on the drumkit!".
E poi, oddio, gli assoli di chitarra di Dan. Non dico altro.
Una meravigliosa è stata Little Black Submarine, però io sono di parte perché già di norma adoro quella canzone. Ogni volta che la ascolto sto male, e live è pazzesca. Messa lì in mezzo alla setlist, poi...
Le due canzoni che hanno fatto veramente ballare e scatenare TUTTI sono state (ovviamente) Gold On The Ceiling e Lonely Boy. Il palazzetto tremava, letteralmente. Incredibile!
Per l'encore hanno fatto Everlasting Light, con effetti bellissimi creati da una palla da discoteca. L'ultima ultimissima è stata invece quella che veramente mi fa impazzire: I Got Mine. Cioè, ma come ve la spiego I Got Mine?? Sentitevela. E basta. I Got Mine è musica allo stato puro. E' assurda. Basta.
E di nuovo, lo so, lo so, LO SO che scrivo sempre gli stessi aggettivi per tutte le canzoni, ma vi assicuro che i Black Keys sono talmente bravi che con ogni fottuta canzone, anche quelle che non conoscete, sono in grado di coinvolgervi e di farvi venir voglia di strapparvi i capelli.
Concerto dell'anno.
L'ho detto.
Posted by Alessia at 08:54 0 comments
Labels: concert, gig, live, music, palaolimpico, the black keys, the maccabees, turin
Wednesday, 28 November 2012
We're asking for human sacrifices!
"Ma lo sa Vivo Concerti che Florence non riempirà mai il Mediolanum?"
Posted by Alessia at 14:21 0 comments
Labels: concert, florence and the machine, florence welch, gig, live, milan, music
Thursday, 22 November 2012
East Coast
Non avevo mai fatto la fila per un concerto dalle 10 di mattina, per nessuno, quindi è anche abbastanza logico che l'abbia fatto per la prima volta per loro.
Ora, tralasciando che odio i posti grandi per i concerti, tralasciando che c'era "la peggio gente" come ha detto Roby, tralasciando che faceva un freddo cane, ne è valsa la pena.
Ne è valsa la pena per sentire Bliss durante il soundcheck, pensando: "ma figurati se la fanno davvero".
Ne è valsa la pena per correre dentro come delle pazze e ritrovarsi nelle prime file.
Unsustainable come opener non me l'aspettavo, e invece funziona, soprattutto perché è stata seguita a ruota da Supremacy, che per me è la migliore dell'ultimo album dei Muse.
Poi è arrivata la "ma figurati se la fanno davvero": Bliss. La Bliss per cui sono andata fino in Polonia due anni fa, la Bliss risentita l'anno scorso a Reading, la Bliss che amo e che ogni volta mi fa morire.
Io e Irene ci siamo guardate, ma non ci vedevamo bene: avevamo tutte e due le lacrime agli occhi.
E' stata perfetta.
Dopo un momento così intenso, è arrivata la prima trashata del concerto: Panic Station. Ridicola ma divertente.
Un'altra che mi è piaciuta molto è stata la "Monty Jam": ho amato MK, ho amato Helsinki, ho amato anche lei. La jam è l'unico momento in cui finalmente puoi vederli concentrati solo e soltanto sui loro strumenti, a fare il loro lavoro: senza le tante mossette alla Bono (che ci sono state eccome durante altre canzoni), senza correre da una parte all'altra del palco.
Dopo Explorers è arrivata la seconda sorpresa, e questa veramente non me l'aspettavo affatto: Sunburn.
Perché, Matt? Perché, Muse? Cosa ha fatto l'Italia, cosa abbiamo fatto noi, cosa ho fatto io di così bello da meritare questa canzone? Ero, e sono tuttora, del tutto incredula. Anche questa, inutile dirlo: perfetta.
Con Save Me ho finalmente sentito Chris cantare live, e la mia stima per lui è salita all'infinito. E' bravissimo, anche se ammetto che la canzone ad un concerto risulta un po' lenta rispetto alle altre.
Il trittico Madness-Follow Me-Undisclosed Desires per quanto mi riguarda poteva tranquillamente essere saltato in favore delle tre grandi assenti: Hysteria, Map Of The Problematique e New Born. Che palle.
Plug In Baby e Stockholm Syndrome hanno fatto, come al solito, il loro lavoro: far impazzire tutti. E poi quell'outro... Non smetterò mai di dirlo: i Muse potrebbero anche farmi un concerto di sole outro e sarei contenta comunque. Mi mandano fuori di testa.
Uprising, Survival e Starlight pure le avrei eliminate tranquillamente (no dai avrei potuto salvare Uprising forse). E poi vabbè, Knights. Chris che dopo il pezzetto con l'armonica corre verso qualcuno in prima fila che aveva tenuto in alto per tutto il concerto un foglio con scritto: "Give me a pick" per dargli il suo, e poi corre subito al suo posto per cominciare la canzone vera e propria.
Questo è stato davvero l'unico momento spontaneo di tutto il concerto.
Non so bene cosa dire.
Innanzitutto penso che senza Tom Kirk e Morgan Nicholls i concerti dei Muse non sarebbero belli neanche la metà. I visuals erano PAZZESCHI, e chi è che suonava mentre Bellamy faceva l'imbecille andando a destra e sinistra con il microfono in mano?
Ci sono tante cose di cui vorrei lamentarmi, dalla scaletta, al prezzo del biglietto, alla mancanza di spontaneità... Ma non lo farò.
Non lo farò, perché nonostante tutto questo concerto è servito a ricordarmi chi è la mia band preferita: mi hanno fatto Bliss, mi hanno fatto Sunburn, e non importa se The 2nd Law fa schifo e se ai loro concerti ci sono sempre più bimbeminkia.
Ormai per me "muse" significa "casa": posso andare in tanti posti, ma alla fine è solo a casa mia che mi sento veramente a casa.
Penso di parlare a nome delle amiche che erano con me quando dico che ormai ho superato la fase "Bellamy è un genio", o "Dom è un figo". Non conosciamo queste persone, non sappiamo niente di loro, ma solo vederli suonare, vederli suonare da dio come solo loro sanno fare, ci fa venir voglia di fare pazzie per loro pur di rivederli. Abbiamo bisogno della loro musica, e sappiamo che anche se ascoltiamo gruppi diversi e forse abbiamo un po' cambiato gusti, quando avremo bisogno di loro ci saranno. Con i loro vestiti ridicoli e le loro facce da labrador retriever.
Cito la mia amica Irene:
"E' così che dovrebbe lasciarti un concerto. E chi riesce a dormire adesso? Sei distrutta, sfinita, ma pensi che ne è valsa davvero la pena".
Ci vediamo a Roma.
Posted by Alessia at 06:27 0 comments
Labels: adriatic arena, concert, gig, live, muse, music, pesaro
Wednesday, 31 October 2012
Buon Inverno
Non penso che riuscirò a trovare le parole adatte a descrivere quello che ho visto e sentito ieri sera.
Erano anni che volevo viverlo, e ce l'ho fatta.
Dopo le adorabili The Staves, la magia (sì, la magia) è iniziata.
Perth.
E già qua, anche se non l'avevo mai sentita, brividi a non finire.
Ma brividi veri, eh: per la musica, per la sua voce perfetta, per le luci, per quella scenografia che prima del concerto sembrava una cosa bruttissima e senza senso, e che invece si è rivelata magnifica. Un'opener perfetta.
E Justin, con quella sua fascetta in testa, ci saluta.
Ci ringrazia "thanks y'all", e lo farà e rifarà diverse volte durante il concerto.
Minnesota, WI.
Se c'è una cosa che più di tutte mi ha in qualche modo ricordato il concerto degli Arcade Fire dell'anno scorso, è stato proprio il gran numero di musicisti sul palco. Addirittura due batteristi!
E questa immensa gratitudine, questo dire continuamente di sentirsi "blessed" perché si fa il musicista. Carinissimi.
"We're gonna, uhm, we're gonna play a bunch of our songs cause, well, cause that's what... that's what happens when you go to a concert."
Creature Fear.
E poi l'intensità di ogni singola canzone. Nonostante non ne conoscessi parecchie, sono riuscite comunque a coinvolgermi, e soprattutto era da tempo che non restavo così concentrata durante un concerto, così immersa nel momento.
Forse dipende dal fatto che ero in un punto rialzato, e quindi vedevo benissimo, senza essere distratta dalla gente intorno, e poi davanti non avevo nessuno.
"How are you?" "WAA!" "That's cool!"
Brackett, WI.
La bravura di una band sta in questo: nel farti innamorare delle loro canzoni appena le senti. Qualcosa, non sai cosa, scatta in te, e ti smuove da dentro.
Ieri sera Milano era il Wisconsin, ieri sera eravamo tanti boscaioli in mezzo alla neve, con la barba e le chitarre e i coretti.
Towers.
Blood Bank.
"There's an American songwriter, Jeff Tweedy, who said, in one of his songs: 'Music is my saviour'. And it's, uhm, it's an important thing to say, but, it's true. For me, it is."
"I'm gonna get deep for a second... Nah, let me get the guitar back. ...you realize that the Bible wasn't right about certain things... at all. That things you believed in for your whole life were not the truth."
Re: Stacks.
"This song is about saviours, in a way."
Flume.
Justin era così impacciato, quasi timido.
E questa è una cosa positiva: preferisco di gran lunga che un artista dica quello che mi vuole dire attraverso la sua musica, piuttosto che parlando.
Dopo il finto finale sono tornati sul palco e Justin ha preso in mano la chitarra acustica. Sapevo cosa mi aspettava, ma finché non ho sentito quelle prime note non ci ho creduto. Lei. LA canzone. Quella per cui, sostanzialmente, mi sono disperata per questo concerto. Il primo amore. L'amore "skinny". L'amore non nutrito. L'amore finito.
E lui non te lo dice che la sta per suonare, lui non ti avverte.
Lui parte e via, e ti spacca il cuore, e cominci a non vederci più tanto bene e lo sai benissimo il perché.
Perché, guarda un po', non sono mai stata patient, né fine, né balanced, né kind. E a giudicare dalle 2000 persone che stanno cantando insieme a me, neanche loro lo sono mai state.
Perché tutti noi, forse allo stesso modo, o forse in 2000 modi diversi, riusciamo a sentire nostra quella canzone. Ed è per questo che la URLIAMO. E la voce ci si blocca in gola. E applaudiamo.
For Emma.
Il finale.
L'ultima emozione, il colpo di grazia.
L'attesa è stata ripagata.
E' stato uno dei concerti più emozionanti e intensi della mia vita.
Uscita dall'Alcatraz, mi tremavano letteralmente le gambe.
Non so cosa ho visto, non so cosa ho sentito.
["We have this deal going on with a video games company..."]
Saturday, 27 October 2012
John Lennon on LSD
Non ricordo quand'è stata la prima volta che ho sentito parlare dei Tame Impala.
Posted by Alessia at 13:30 0 comments
Labels: concert, gig, live, magazzini generali, milan, music, tame impala
Monday, 8 October 2012
Over the sunset / on the horizon
Firenze, 5 ottobre 2012.
Posted by Alessia at 10:41 0 comments