Wednesday, 28 November 2012

We're asking for human sacrifices!

"Ma lo sa Vivo Concerti che Florence non riempirà mai il Mediolanum?"

Questa ero io a marzo.

"Che voce!"
Questa ero io ad agosto.

"Devo trovare un biglietto."
Questa ero io a novembre.


Se ho potuto essere presente a questo concerto lo devo soltanto al management del gruppo per cui avevo finalmente deciso di andare: gli Spector.
Li ho visti a Leeds, li ho amati, e questa era l'unica occasione che avevo per rivederli in Italia.
Flo, pensavo di potermela anche perdere. Ma quanto mi sbagliavo.

Non mi sembra ancora vero di aver potuto dire alla mia amica Vale: "stasera vieni ad un concerto? è gratis." per poi ritrovarci ad Assago a ritirare i nostri accrediti e braccialetti. Penso di non essermi mai sentita così figa in vita mia.

Gli Spector hanno iniziato, e li ho amati di nuovo. Sono fenomenali, e Fred ha un carisma incredibile. E poi non si può non impazzire durante una canzone come Chevy Thunder. Bravissimi.

Poi è arrivata lei, quella che ho visto fare l'idiota scalza nel fango a Leeds. Quella volta ho semplicemente pensato che fosse bravissima, sì, ma un po' svampita.
In Italia sembrava un angelo.
Era perfetta: sorriso, capelli, vestito, gli innumerevoli "mille grazie" che ci ha rivolto...

Only If For A Night è una canzone meravigliosa. Perfetta per aprire un disco e perfetta per aprire un concerto. La voce di Flo era potentissima, e allo stesso tempo lei non sembrava fare alcuno sforzo nel cantare così. Comincio a pensare che si chiami Florence + the Machine perché ha una macchina, in gola. sul serio, è incredibile.

Potrei stare a nominarle tutte, ma la verità è che ogni singola canzone che ha fatto mi ha dato i brividi, forse l'unica che mi è piaciuta un po' meno è stata All This And Heaven Too, ma non perché l'abbia cantata male: semplicemente perché non mi piace molto quella canzone. In effetti, comincio a pensare che se non ho saputo apprezzare al meglio il concerto di Leeds forse è stato perché la setlist non era proprio un granché.
Tra l'altro, penso che Florence fosse particolarmente carica perché questa era la prima data del tour europeo dopo una pausa, e questo ha reso il tutto molto speciale (almeno secondo me).

Su Cosmic Love ho quasi pianto. E' questa, credo, la canzone che mi ha fatto scoprire Florence. Sentita in un episodio di Grey's Anatomy e mai più lasciata.

Una canzone che non mi aspettavo di sentire è stata Lover To Lover: è una delle mie preferite di Ceremonials, ero così felice! Ed è stata stupenda. 
Sì, lo so, sono ripetitiva, ma vi assicuro che in tutto il concerto non c'è stata una nota stonata o qualcosa che sia andato storto.
Bè, più o meno.
In effetti qualcosa è effettivamente andato storto, ma è stata una cosa buffissima: Flo ha iniziato Heartlines, soltanto che ha sbagliato verso, cantando il secondo. Ad un certo punto se ne è accorta, così ha stoppato tutti e poi ha detto: "well, it's the first night of the tour, and you can tell, since I can't seem to remember the lyrics! we're gonna start again, let's do this together!" AHAHAHAHAHAHAHA è la numero uno.

Un'altra canzone che non mi aspettavo di sentire è Leave My Body. Perfetta per chiudere il disco e perfetta per... bè, non ha chiuso il concerto, ma è stata comunque epica, nel precedere una canzone che normalmente odio con tutta me stessa, ma che Flo ha riproposto live per la prima volta rendendola incantevole. Sto parlando di Sweet Nothing. Davvero bella.

Penso di aver apprezzato molto questo concerto anche grazie all'effetto buio, nel senso che per quanto possa essere stato poetico vedere Flo nella sua Inghilterra al tramonto, la scenografia non rendeva tantissimo in quel contesto. Al contrario, quel palazzetto si è trasformato in una sorta di chiesa, di tempio in cui celebrare quella entità sovrannaturale che è Florence Welch.

E poi, che dire, anche se ne ho visti solo due, posso affermare con certezza che i suoi concerti sono estremamente liberatori. Sono una persona abituata a tenersi tutto dentro, tutti i sentimenti negativi, le delusioni, la tristezza... Invece quando ascolto la sua musica mi sento veramente sollevata, non mi limito a cantare "the dog days are over", ma lo penso davvero.

A quel concerto ho visto solo persone felici, sorridenti, che grazie ad una ragazza con i capelli rossi che cantava sul palco hanno ballato, saltato, urlato.

It's hard to dance with a devil on your back, so shake him off!

Thursday, 22 November 2012

East Coast

Non avevo mai fatto la fila per un concerto dalle 10 di mattina, per nessuno, quindi è anche abbastanza logico che l'abbia fatto per la prima volta per loro.
Ora, tralasciando che odio i posti grandi per i concerti, tralasciando che c'era "la peggio gente" come ha detto Roby, tralasciando che faceva un freddo cane, ne è valsa la pena.

Ne è valsa la pena per sentire Bliss durante il soundcheck, pensando: "ma figurati se la fanno davvero".
Ne è valsa la pena per correre dentro come delle pazze e ritrovarsi nelle prime file.

Unsustainable come opener non me l'aspettavo, e invece funziona, soprattutto perché è stata seguita a ruota da Supremacy, che per me è la migliore dell'ultimo album dei Muse.
Poi è arrivata la "ma figurati se la fanno davvero": Bliss. La Bliss per cui sono andata fino in Polonia due anni fa, la Bliss risentita l'anno scorso a Reading, la Bliss che amo e che ogni volta mi fa morire.
Io e Irene ci siamo guardate, ma non ci vedevamo bene: avevamo tutte e due le lacrime agli occhi.
E' stata perfetta.

Dopo un momento così intenso, è arrivata la prima trashata del concerto: Panic Station. Ridicola ma divertente.

Un'altra che mi è piaciuta molto è stata la "Monty Jam": ho amato MK, ho amato Helsinki, ho amato anche lei. La jam è l'unico momento in cui finalmente puoi vederli concentrati solo e soltanto sui loro strumenti, a fare il loro lavoro: senza le tante mossette alla Bono (che ci sono state eccome durante altre canzoni), senza correre da una parte all'altra del palco.

Dopo Explorers è arrivata la seconda sorpresa, e questa veramente non me l'aspettavo affatto: Sunburn.
Perché, Matt? Perché, Muse? Cosa ha fatto l'Italia, cosa abbiamo fatto noi, cosa ho fatto io di così bello da meritare questa canzone? Ero, e sono tuttora, del tutto incredula. Anche questa, inutile dirlo: perfetta.

Con Save Me ho finalmente sentito Chris cantare live, e la mia stima per lui è salita all'infinito. E' bravissimo, anche se ammetto che la canzone ad un concerto risulta un po' lenta rispetto alle altre.

Il trittico Madness-Follow Me-Undisclosed Desires per quanto mi riguarda poteva tranquillamente essere saltato in favore delle tre grandi assenti: Hysteria, Map Of The Problematique e New Born. Che palle.

Plug In Baby e Stockholm Syndrome hanno fatto, come al solito, il loro lavoro: far impazzire tutti. E poi quell'outro... Non smetterò mai di dirlo: i Muse potrebbero anche farmi un concerto di sole outro e sarei contenta comunque. Mi mandano fuori di testa.

Uprising, Survival e Starlight pure le avrei eliminate tranquillamente (no dai avrei potuto salvare Uprising forse). E poi vabbè, Knights. Chris che dopo il pezzetto con l'armonica corre verso qualcuno in prima fila che aveva tenuto in alto per tutto il concerto un foglio con scritto: "Give me a pick" per dargli il suo, e poi corre subito al suo posto per cominciare la canzone vera e propria.
Questo è stato davvero l'unico momento spontaneo di tutto il concerto.

Non so bene cosa dire.
Innanzitutto penso che senza Tom Kirk e Morgan Nicholls i concerti dei Muse non sarebbero belli neanche la metà. I visuals erano PAZZESCHI, e chi è che suonava mentre Bellamy faceva l'imbecille andando a destra e sinistra con il microfono in mano?
Ci sono tante cose di cui vorrei lamentarmi, dalla scaletta, al prezzo del biglietto, alla mancanza di spontaneità... Ma non lo farò.
Non lo farò, perché nonostante tutto questo concerto è servito a ricordarmi chi è la mia band preferita: mi hanno fatto Bliss, mi hanno fatto Sunburn, e non importa se The 2nd Law fa schifo e se ai loro concerti ci sono sempre più bimbeminkia.
Ormai per me "muse" significa "casa": posso andare in tanti posti, ma alla fine è solo a casa mia che mi sento veramente a casa.
Penso di parlare a nome delle amiche che erano con me quando dico che ormai ho superato la fase "Bellamy è un genio", o "Dom è un figo". Non conosciamo queste persone, non sappiamo niente di loro, ma solo vederli suonare, vederli suonare da dio come solo loro sanno fare, ci fa venir voglia di fare pazzie per loro pur di rivederli. Abbiamo bisogno della loro musica, e sappiamo che anche se ascoltiamo gruppi diversi e forse abbiamo un po' cambiato gusti, quando avremo bisogno di loro ci saranno. Con i loro vestiti ridicoli e le loro facce da labrador retriever.

Cito la mia amica Irene:
"E' così che dovrebbe lasciarti un concerto. E chi riesce a dormire adesso? Sei distrutta, sfinita, ma pensi che ne è valsa davvero la pena".

Ci vediamo a Roma.