Thursday, 22 November 2012

East Coast

Non avevo mai fatto la fila per un concerto dalle 10 di mattina, per nessuno, quindi è anche abbastanza logico che l'abbia fatto per la prima volta per loro.
Ora, tralasciando che odio i posti grandi per i concerti, tralasciando che c'era "la peggio gente" come ha detto Roby, tralasciando che faceva un freddo cane, ne è valsa la pena.

Ne è valsa la pena per sentire Bliss durante il soundcheck, pensando: "ma figurati se la fanno davvero".
Ne è valsa la pena per correre dentro come delle pazze e ritrovarsi nelle prime file.

Unsustainable come opener non me l'aspettavo, e invece funziona, soprattutto perché è stata seguita a ruota da Supremacy, che per me è la migliore dell'ultimo album dei Muse.
Poi è arrivata la "ma figurati se la fanno davvero": Bliss. La Bliss per cui sono andata fino in Polonia due anni fa, la Bliss risentita l'anno scorso a Reading, la Bliss che amo e che ogni volta mi fa morire.
Io e Irene ci siamo guardate, ma non ci vedevamo bene: avevamo tutte e due le lacrime agli occhi.
E' stata perfetta.

Dopo un momento così intenso, è arrivata la prima trashata del concerto: Panic Station. Ridicola ma divertente.

Un'altra che mi è piaciuta molto è stata la "Monty Jam": ho amato MK, ho amato Helsinki, ho amato anche lei. La jam è l'unico momento in cui finalmente puoi vederli concentrati solo e soltanto sui loro strumenti, a fare il loro lavoro: senza le tante mossette alla Bono (che ci sono state eccome durante altre canzoni), senza correre da una parte all'altra del palco.

Dopo Explorers è arrivata la seconda sorpresa, e questa veramente non me l'aspettavo affatto: Sunburn.
Perché, Matt? Perché, Muse? Cosa ha fatto l'Italia, cosa abbiamo fatto noi, cosa ho fatto io di così bello da meritare questa canzone? Ero, e sono tuttora, del tutto incredula. Anche questa, inutile dirlo: perfetta.

Con Save Me ho finalmente sentito Chris cantare live, e la mia stima per lui è salita all'infinito. E' bravissimo, anche se ammetto che la canzone ad un concerto risulta un po' lenta rispetto alle altre.

Il trittico Madness-Follow Me-Undisclosed Desires per quanto mi riguarda poteva tranquillamente essere saltato in favore delle tre grandi assenti: Hysteria, Map Of The Problematique e New Born. Che palle.

Plug In Baby e Stockholm Syndrome hanno fatto, come al solito, il loro lavoro: far impazzire tutti. E poi quell'outro... Non smetterò mai di dirlo: i Muse potrebbero anche farmi un concerto di sole outro e sarei contenta comunque. Mi mandano fuori di testa.

Uprising, Survival e Starlight pure le avrei eliminate tranquillamente (no dai avrei potuto salvare Uprising forse). E poi vabbè, Knights. Chris che dopo il pezzetto con l'armonica corre verso qualcuno in prima fila che aveva tenuto in alto per tutto il concerto un foglio con scritto: "Give me a pick" per dargli il suo, e poi corre subito al suo posto per cominciare la canzone vera e propria.
Questo è stato davvero l'unico momento spontaneo di tutto il concerto.

Non so bene cosa dire.
Innanzitutto penso che senza Tom Kirk e Morgan Nicholls i concerti dei Muse non sarebbero belli neanche la metà. I visuals erano PAZZESCHI, e chi è che suonava mentre Bellamy faceva l'imbecille andando a destra e sinistra con il microfono in mano?
Ci sono tante cose di cui vorrei lamentarmi, dalla scaletta, al prezzo del biglietto, alla mancanza di spontaneità... Ma non lo farò.
Non lo farò, perché nonostante tutto questo concerto è servito a ricordarmi chi è la mia band preferita: mi hanno fatto Bliss, mi hanno fatto Sunburn, e non importa se The 2nd Law fa schifo e se ai loro concerti ci sono sempre più bimbeminkia.
Ormai per me "muse" significa "casa": posso andare in tanti posti, ma alla fine è solo a casa mia che mi sento veramente a casa.
Penso di parlare a nome delle amiche che erano con me quando dico che ormai ho superato la fase "Bellamy è un genio", o "Dom è un figo". Non conosciamo queste persone, non sappiamo niente di loro, ma solo vederli suonare, vederli suonare da dio come solo loro sanno fare, ci fa venir voglia di fare pazzie per loro pur di rivederli. Abbiamo bisogno della loro musica, e sappiamo che anche se ascoltiamo gruppi diversi e forse abbiamo un po' cambiato gusti, quando avremo bisogno di loro ci saranno. Con i loro vestiti ridicoli e le loro facce da labrador retriever.

Cito la mia amica Irene:
"E' così che dovrebbe lasciarti un concerto. E chi riesce a dormire adesso? Sei distrutta, sfinita, ma pensi che ne è valsa davvero la pena".

Ci vediamo a Roma.

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