Saturday, 15 December 2012

Oh, sorry, I don't speak Italian.

Ci sono band che ho visto una sola volta, ci sono band che addirittura non ho mai visto, nonostante le ami, e ci sono persino band che non vedrò mai nella vita, purtroppo.

E poi ci sono i Monkey Weather. I Monkey Weather che quest'anno ho visto addirittura due volte, senza volerlo. Che ho visto prima dei "Casàbian" e dei "Vacsàins".

Ma concentriamoci sui Vacsàins, che è di loro che mi interessa, e soprattutto non voglio essere volgare nel parlare dei Monkey Weather.

Tralasciando il fatto che ha iniziato a nevicare proprio quando sono scesa dal tram per andare ai Magazzini, voglio bene ai Vaccines.
Sì, gli voglio proprio bene.

Li ho visti per la prima volta l'anno scorso a Reading e per la seconda quest'anno a Leeds, quindi ero curiosa di vederli per una volta in Italia e soprattutto in un posto piccolo.

Non mi hanno delusa affatto.
Il concerto è stato molto breve, ma bello.
Ok, lo so: i Vaccines non si distinguono certo per il loro incredibile talento, però sono una band davvero piacevole e divertente da vedere.
E poi sono bellissimi.
Giovedì sera sono riuscita addirittura ad apprezzare Freddie, che non mi piace affatto. Invece mi è parso il più "serio" e professionale sul palco.
Pete era, almeno secondo me, ubriachissimo e su di giri, però è troppo un cucciolone, quindi gli si vuol bene.
Poi è stato bellissimo quando ad un certo punto Justin stava iniziando "I Always Knew" e Pete l'ha fermato, si sono riuniti tutti e 4 e hanno iniziato "Blow It Up".
Justin barbone as usual, calzini bianchi as usual, però grazie a dio aveva voce, anche se durante una canzone quasi non si sentiva (penso sia stato un problema di microfono, più che altro).
E poi Arni.
Arni amore della mia vita, mio dolce principe islandese, bellissimo come sempre e soprattutto VESTITO CON LA DIVISA DEI LAKERS (in particolare con la maglietta di Kobe Bryant).
Meraviglioso.

Ho apprezzato il fatto che non ci fosse altra gente sul palco, a parte il solito roadie che doveva allungare il filo del microfono a Justin ogni volta che decideva di muoversi troppo o di scendere dal palco per venire verso il pubblico.
Erano solo loro 4, con i loro strumenti.
Penso abbiano fatto un po' di confusione con la setlist, e magari avrebbero potuto un po' allungare qualche canzone come si fa di solito ai concerti, però ripensandoci sono contenta delle loro scelte. E' anche questo che caratterizza le canzoni e lo stile dei Vaccines: il fatto che non aggiungano nulla (o quasi) alla performance live rispetto al disco. Ma questo non significa che siano meno bravi, anzi... è semplicemente una loro caratteristica.

Le canzoni che mi sono piaciute di più sono state, chiaramente, quelle del primo album, che è il mio preferito. In particolare ho amato "Wetsuit" e "All In White", ma quelle sono le mie preferite comunque. Non mi aspettavo "Tiger Blood", che però sono stata felice di sentire.
Una sorpresa è stata "Under Your Thumb", che mi è piaciuta proprio tantissimo, e non so il perché.
Del nuovo album le migliori sono state, ovviamente, "I Always Knew" e "Bad Mood".
Ma in realtà ho apprezzato veramente tutto il concerto: alla fine si va dai Vaccines non tanto per sentire delle rarità o qualcosa di fenomenale, ma semplicemente per divertirsi, saltare, cominciare a cantare e rendersi conto che dopo poco più di 2 minuti la canzone è già finita.

E' stato bellissimo e hanno fatto quasi tutte le loro canzoni, non avrei potuto chiedere di meglio per l'ultimo concerto dell'anno.

Tuesday, 4 December 2012

Aww, yeah

L'universo è contro di me.
37 e mezzo il giorno prima di partire, sciopero dei mezzi il giorno stesso, freddo assurdo, biglietti che non arrivano mai, derby.
E nonostante questo è andato tutto alla grande.

E' il terzo concerto, quest'anno, a cui vado quasi più per il gruppo spalla che per il gruppo "principale". Questi gruppi spalla... prima o poi saranno la mia morte.

Il gruppo spalla in questione sono i Maccabees.
Ho cominciato seriamente ad ascoltarli quest'anno, e non avrei mai pensato che sarebbero diventati così importanti per me. Ma non è così per tutte le nostre band preferite?
Bè, il mio amore per Given To The Wild è incommensurabile. Quell'album è perfetto.
E loro sono perfetti.
Orlando che, timidamente, ci dice "Hello", Felix che non si calma un attimo e ci assicura che "we're gonna have a good time", Hugo che è un pazzo e basta...
A Leeds quest'estate mi avevano ipnotizzata e mi avevano fatta piangere, mentre a Torino oltre a ricordarmi quanto sono bravi hanno suonato la mia canzone preferita: Young Lions.
Questo mi ha resa veramente felice. Amo i Maccabees e già non vedo l'ora di rivederli, e non vedo l'ora che diventino una grande band riconosciuta da tutti, perché questo è quello che meritano.

I Black Keys, bè, loro una grande band già lo sono, e questo titolo se lo sono sudato. I Black Keys sono, a mio parere, una delle ultime vere rock and roll band, insieme ai Foo Fighters.
Quando ascolti la loro musica ti vengono i brividi, senti il ritmo che ti entra nelle vene e ti fa scatenare.
Io sono cresciuta con i dischi che ascoltava mia madre: soprattutto blues. E ogni volta che ascolto i Black Keys vengo trasportata dentro quei vecchi dischi impolverati.
Ho appena scritto che amo i Maccabees, ed è vero. I Maccabees mi fanno venire i brividi, mi emozionano, mi fanno piangere, ma non potrò mai definirli una band rock, perché semplicemente non lo sono.
Con i Black Keys, è come tornare alle origini: ci sono due persone, una suona la chitarra e una suona la batteria, e c'è quella voce divina di Dan che canta. I Black Keys servono a ricordare cos'è la vera musica, quella senza fronzoli, senza computer, ma che viene dall'anima.
E' questo che fa di loro una grande band.

La setlist è stata perfetta: hanno iniziato con Howlin' For You e già lì ero morta, ma la seconda mi ha dato il colpo di grazia: Next Girl. Come fai a sopravvivere ad un concerto che già inizia così?
Ogni tanto hanno anche fatto delle canzoni vecchie, che Dan ha introdotto dicendo: "This one's an oldie but a goodie." Per esempio Same Old Thing l'ho amata profondamente.
Il secondo gruppo di canzoni l'hanno suonato Dan e Patrick da soli, e infatti anche qui Dan è intervenuto dicendo: "We're gonna play a few songs, just the two of us."
Pat non ha detto una parola, nonostante per ben due volte Dan l'abbia presentato come "Patrick on the drumkit!".
E poi, oddio, gli assoli di chitarra di Dan. Non dico altro.
Una meravigliosa è stata Little Black Submarine, però io sono di parte perché già di norma adoro quella canzone. Ogni volta che la ascolto sto male, e live è pazzesca. Messa lì in mezzo alla setlist, poi...

Le due canzoni che hanno fatto veramente ballare e scatenare TUTTI sono state (ovviamente) Gold On The Ceiling e Lonely Boy. Il palazzetto tremava, letteralmente. Incredibile!

Per l'encore hanno fatto Everlasting Light, con effetti bellissimi creati da una palla da discoteca. L'ultima ultimissima è stata invece quella che veramente mi fa impazzire: I Got Mine. Cioè, ma come ve la spiego I Got Mine?? Sentitevela. E basta. I Got Mine è musica allo stato puro. E' assurda. Basta.

E di nuovo, lo so, lo so, LO SO che scrivo sempre gli stessi aggettivi per tutte le canzoni, ma vi assicuro che i Black Keys sono talmente bravi che con ogni fottuta canzone, anche quelle che non conoscete, sono in grado di coinvolgervi e di farvi venir voglia di strapparvi i capelli.

Concerto dell'anno. 
L'ho detto.