Monday, 8 October 2012

Over the sunset / on the horizon

Firenze, 5 ottobre 2012.

Un viaggio estenuante.
Una fila composta, per lo più, da "madferit":
« Ma stai zitto te, che hai cominciato a tifare City quando hai cominciato ad ascoltare gli Oasis!» «E te allora, che tifi United e odi i Beatles? Ma perché esisti?»
Un biglietto giallo strappato.
Si entra.

Jake Bugg.
Un diciottenne, un po' Bob Dylan, un po' Miles Kane.
Pubblico in delirio, assurdo.
Se ne va, e io me ne sono già innamorata.

Si abbassano le luci per la seconda volta, è il turno del Chief.
It's Good To Be Free.
Everybody's On The Run, la mia preferita dell'album, cantata a squarciagola, ad occhi chiusi, perché sì, sono incazzata perché non riesco a vederlo bene, ma voglio godermi questa canzone.
If I Had A Gun, dedicata al tizio/alla tizia che compiva gli anni quel giorno.
I'm waiting for the moment, for my heart to be unbroken by the scene...
Freaky Teeth.
This used to be a new one, now it's not a new one anymore.
E poi la bomba.
Quella che non ti aspetti.
Quella che non ho saputo riconoscere da subito, perché lui la cambia come vuole, la trasforma, la fa sua anche se è già sua.
Supersonic.
Acustica.
Mi piacerebbe riuscire ad esprimere a parole quello che ho provato nel sentirla, ma non penso di riuscirci.
Brividi, sì, ok, ma anche tanto altro: indescrivibile.
(I Wanna Live In A Dream In My) Record Machine.
You can't give me a reason, I don't need one to shine.
You can't give me a feeling, if it's already mine.
What A Life, dedicata al "great Mario Balotelli". (...)
Talk Tonight.
Su questa non dico niente perché non c'è niente da dire, non si può spiegare.
Altre dall'album, perfette.
Let The Lord Shine A Light On Me.
Ciao.
E poi il gran finale.
Quello che un po' ti aspetti, ma che finché non lo senti non ci credi.
Little By Little.
I "mad" davanti a me si abbracciano, piangono, ridono.
Lo faccio anche io (quasi).
Don't Look Back In Anger.
La magia: migliaia di voci cantano la stessa cosa. La sentono, la vivono.
Tutti ad occhi chiusi, tutti con le mani al cielo.
In quel momento, ho capito tante cose delle quali fino ad allora ridevo.
Era un po' che non mi sentivo così.

Grazie Noel.

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