Sono le 00:56 del primo aprile, non riesco a dormire e quindi quale occasione migliore per narrarvi del concerto dei mitici, fantastici, inimitabili Drenge?
Come vi ho già raccontato nel post precedente, era da dicembre scorso (tour dei Peace) che morivo dalla voglia di vedere sia i Superfood che i suddetti Drengyboys, e se il 19 febbraio ho visto i primi, il giorno dopo ho avuto la fortuna di vedere i secondi. E non uso una parola a caso parlando di fortuna, dato che il concerto era sold out. Potete immaginare la mia disperazione, ma grazie a Facebook sono riuscita a trovare una ragazza che, non potendo più andare, mi ha venduto il suo biglietto.
E così, la sera del 20 febbraio, sono salita (o scesa?) in metro alla volta di King's Cross per vedere i fratelli Loveless allo/a Scala. Ma perché il posto si chiama proprio Scala, vi chiederete voi? Ebbene, ecco la risposta: perché prima di arrivare al piano dove fanno i concerti dovete farvi qualcosa come quattro rampe di scale, ecco perché. Contenti?
Comunque. Ad aprire il concerto c'erano i Traams, un gruppo demmè, dopo i quali ho cercato di avanzare il più possibile verso il palco. Il secondo gruppo spalla erano invece i Wytches, tanto cari e tanto bravi. Non li conoscevo, se non di nome, e mi sono piaciuti moltissimo. Spero tanto di rivederli in futuro. Erano violentissimi e carichissimi. Per non parlare del fatto che durante la loro esibizione la gente pogava in maniera assurda, tanto da far tremare il pavimento. Giuro che pensavo che saremmo crollati tutti, noi e la fottuta Scala.
Dopo aver raggiunto un'ottima posizione in seconda fila sulla sinistra, ecco arrivare sul palco i Drenge. Niente presentazioni, solo tanto casino. Che dire? Sono bravissimi. Come i Black Keys e le Deap Vally, pur essendo un duo riescono a far rumore quanto una band di 10 persone. Il pubblico era in delirio, tra gente che pogava, che limonava... vabbè. Hanno anche fatto una (o due? non ricordo) canzone nuova, non male. Il concerto si è concluso con Eoin che ha versato qualcosa addosso a Rory, e Rory che se ne è andato per primo, senza neanche salutare. Non che mi sia dispiaciuto: questo è lo stile dei Drenge, si concentrano sulla musica e non sulle smancerie o sull'immagine.
E' stato bello (ma anche inaspettato) vedere Danny, il manager di Miles, fargli da tecnico. WTF??
Insomma sì, non vedo l'ora di rivedere i Drenge live perché sono stati a dir poco grandiosi. Volevo vederli da tantissimo e finalmente ce l'ho fatta. Sono felicissima.
[questo post potrebbe non avere molto senso data l'ora tarda e soprattutto la mia mancanza di ore di sonno negli ultimi 3 giorni. xo]
Monday, 31 March 2014
People in love make me feel yuck
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