Il concerto di cui parlerò oggi è un altro concerto a cui in teoria non sarei dovuta andare, nel senso che era sold out. Ma, fortunatamente, all'ultimo hanno messo in vendita dei "production tickets" e ho potuto vederlo. Sto parlando di Tom Odell alla Brixton Academy.
Avevo già visto il caro Tom al V Festival l'anno scorso, in prima fila, e l'avevo trovato molto bravo e molto energico. Anche stavolta non mi ha delusa.
Colui che, però, ha davvero catturato la mia attenzione l'8 febbraio è stato un altro ragazzo, che ha aperto per Tom: James Bay. La prima volta che ho ascoltato la voce di James è stato in occasione della sfilata primavera/estate 2014 di Burberry: una sua canzone era nella "colonna sonora" e mi ha subito colpito. La canzone in questione è When We Were On Fire e al concerto ha aperto con questa, non potevo crederci. Ho amato profondamente tutto il suo set, era lui soltanto con la sua chitarra... è stato magico (anche se, purtroppo, io ero sul balcony e non sotto al palco come avrei voluto). Dopo il concerto l'ho anche visto parlare con qualcuno, ma sono stata - come al solito - troppo codarda per andare a parlarci anche io.
Dopo James c'è stato un altro gruppo spalla: Fryars. In realtà non ho ancora ben capito se si tratti di un gruppo o di un cantante, però mi è piaciuto/sono piaciuti. Ad un certo punto il cantante ha anche detto qualcosa del tipo che aveva ordinato una cena indiana ma gli era arrivata troppo tardi e così aveva mangiato subito prima di salire sul palco, per cui stava per sentirsi male. Ahah.
Ma passiamo alla vera star della serata: Tom Odell.
Ancora una volta (come nel caso dei 1975) l'atmosfera è stata rovinata dalle fangirl urlanti: sul serio, vi odio. Tom, però sembrava divertito: leggendo un cartello che diceva "Make me hard, make me come" ha detto: "Naughty, naughty!". Sembra un ragazzo simpatico.
Il concerto è stato abbastanza corto, mi è dispiaciuto che non abbia suonato Storms (una delle mie preferite dal suo album) ma è stato bello che l'encore sia stato costituito perlopiù da cover o comunque da canzoni più "pazze" e movimentate, come See If I Care (che non conoscevo!). Tom ha anche suonato un paio di canzoni nuove, che ha detto di aver scritto mentre era in America per qualche settimana.
Mi ha fatto ridere quando, giusto prima di suonare Another Love, ha imitato coloro che cercavano di zittire le fangirl urlanti, facendo "Shh!".
Insomma, è stato un gran bel concerto, se vogliamo tralasciare l'enorme scritta "TOM ODELL" sullo sfondo del palco, con tanto di lucine intermittenti (Tom stesso ha ammesso che era un tantino imbarazzante). Non mi dispiacerebbe rivederlo live, è un pazzo e sono certa che ha una lunghissima carriera davanti a sé.
Monday, 10 March 2014
Storms
Subscribe to:
Post Comments (Atom)
0 Kommentarer:
Post a Comment