Ieri sono andata a Torino a vedere gli Swim Deep e i 1975.
Tutto è cominciato perché avrei voluto (e potuto) vedere i primi a gennaio quando sono venuti a Milano al Plastic: avevo anche vinto un biglietto, ma dato che ero sola alla fine avevo rinunciato.
Una cosa simile mi è successa per i 1975, visto che erano venuti a Milano a febbraio con i Two Door Cinema Club e io me ne ero fottuta altamente, arrivando troppo in ritardo al concerto per poterli sentire.
Così, quando ho scoperto che entrambi avrebbero suonato a Torino, ho pensato che non potevo assolutamente perdermeli. Ho trascinato Roberta all'Astoria ed è stato fantastico.
Appena arrivate a Torino siamo andate all'Astoria a prendere i biglietti, dato che avevo paura che sarebbero finiti. Mentre camminavamo ho detto a Roby: "Adesso ci ritroveremo gli Swim Deep lì a fare il soundcheck." Bè, non proprio, dato che erano lì fuori seduti a dei tavolini! Assurdo. E' stato stranissimo comprare i biglietti per il loro concerto praticamente davanti a loro, i 1975 e i tecnici vari.
Ce ne siamo andate a fare un giro per Torino e dopo un po', dando un'occhiata a Twitter, leggo che Austin, il cantante degli Swim Deep, ha scritto che lo show è sold out. Phew!
Comunque.
Dopo cena ci siamo preparate e poi siamo tornate all'Astoria, trovando (di nuovo!) gli Swim Deep tranquillamente seduti ai tavoli, in mezzo alla gente. Un po' confuse, siamo entrate e dei ragazzi inglesi ci hanno indicato che il concerto era al piano di sotto, letteralmente in un buco. Vabbè.
Il palco era piccolissimo e i 1975 erano già intenti a provare microfoni e cose varie.
Poco dopo hanno iniziato a suonare e devo dire che mi sono piaciuti tantissimo. Il cantante ha proprio una bella voce, anche dal vivo, e poi eravamo vicinissime quindi è stato ancora più bello. Considerando, in più, il fatto che avevo sentito solo poche delle loro canzoni e neanche sapevo i testi, sono stati comunque capaci di coinvolgermi. E poi hanno fatto un casino assurdo! Ad un certo punto, suonando, si sono messi tutti a fare headbanging a ritmo. Fighissimo. Ah e poi ho anche scoperto che sono di Manchester, quindi gli voglio bene a prescindere. Cari. Sono anche rimasti poi a vedere gli Swim Deep per un po'.
Passiamo, appunto, agli Swim Deep, ovvero il motivo principale per cui sono andata a questo concerto. Li ho scoperti grazie agli Spector (tra l'altro, chi mi ritrovo sul palco a fare il tecnico del suono agli Swim Deep, se non proprio il tecnico degli Spector a cui avevo chiesto la setlist a novembre? E' un moooondo piiiiiccoooolo! Ok.), che sono andati in tour con loro in UK e che li adorano. E li hanno fatti adorare anche a me. E poi, cioè, sono anche amici degli Splashh e dei Peace... insomma, sono da amare e basta.
Zach sale sul palco a montarsi la batteria da solo (caro!) e si nota subito che è timidissimo dato che non guarda mai verso il pubblico e cerca di coprirsi la faccia con i capelli. Tra l'altro sembra che abbia addosso il pigiama, come commenta subito Roberta, e che sia troppo gracile per fare il batterista, come commenta subito un fotografo vicino a me. Ma povero!
Sul palco sale anche Mikey, il loro amico/tecnico, e c'è un super awkward moment quando qualche ragazza gli urla "Mikey! We love you!" e lui, confuso, risponde "... thanks.". AHAHAHAHAHA
Comunque. Già Cav era passato un paio di volte mentre suonavano i 1975, anche se nessuno lo aveva notato, ma finalmente, dopo una musichetta introduttiva, salgono tutti sul palco: anche Higgy (di cui mi sono innamorata ieri sera) e un tastierista di cui non conosco il nome.
Iniziano con una canzone di cui non conosco il nome, ma whatever. Austin ha dei pantaloni a fiori e Higgy ha una Fender Mustang strafiga.
Devo dire che durante il loro concerto, in particolare durante certe canzoni tipo Honey, c'è stato un pogo assurdo, cosa che Austin ha notato dicendo "I like this... energy." Poi ha ringraziato per il sold out, che per loro significa molto, ha detto che Torino è bellissima, insomma le solite cose.
Poi c'era qualcuno che continuava a gridare una cosa tipo "Yayo", allora lui ha chiesto cosa vuol dire, ma nessuno ha risposto. Il che mi è dispiaciuto perché deve aver pensato che fosse tipo un insulto, infatti ha chiesto "Does it mean what I think it means? ... Well, enough. This next song is called YAYO!" e gli altri della band sono scoppiati a ridere.
Higgy è un altro supertimido stile Zach, ci dava quasi sempre le spalle (quindi stava rivolto verso la batteria) e non ci guardava quasi mai.
Ma tutti loro sinceramente sembravano abbastanza timidi, penso di aver avuto qualche eye contact giusto una volta con ognuno di loro. Cuccioli.
The Sea è stata, ovviamente, fighissima, e l'hanno cantata quasi tutti.
Poi Austin (che durante il concerto si è tipo versato una bottiglietta d'acqua in testa - sì, faceva alquanto caldo) ha detto che era stato bello ma che restavano due canzoni. In seguito al nostro grido di protesta, si gira verso gli altri che hanno delle facce alquanto WTF, parlano per un po' e poi si rivolge di nuovo a noi dicendo che no no cioè hanno TRE canzoni. Della serie, una ce la inventeremo.
Due delle ultime tre sono state, bè She Changes The Weather con la parte di piano suonata alla chitarra da Austin (insomma quel tastierista ha faticato un sacco), che è sempre e comunque stupenda, e poi per il gran finale: King City, conclusasi con Austin che suonava seduto/caduto/accasciato per terra.
Insomma figatissima, insomma top marks, insomma amo i concerti piccoli e sudici e belli e questi gruppetti piccoli sudici e belli.
Ma non è finita qui!
Infatti dopo il concerto, dopo essermi inculata la bottiglietta d'acqua inutilizzata dell'inutile tastierista, dopo aver chiesto al mitico Mikey se c'era per puro caso una qualche setlist ed essermi sentita rispondere che no, sorry, la setlist non ce l'hanno, dopo aver inculato un poster del concerto al locale... sono andata al banchetto del merchandising.
Nonostante le mie scarse finanze, non volevo andarmene senza un ricordo, così ho chiesto al tipo se per caso aveva il vinile di She Changes The Weather. Quel simpaticone inglese mi fa: "No, però l'album esce tra poco, e comunque se ti interessa mi sono rimasti questi due vinili di The Sea e cioè non voglio fare il salesman ma ti dico che sono gli ultimi due rimasti al mondo cioè tipo ce n'erano 500 in tutto e questi sono gli ultimi due, quindi poi quando uscirà l'album tu potrai rivenderli a millemila euro!!!1111" insomma, ho fatto finta di pensarci e alla fine gli ho dato 5€ per sto cazzo di vinile.
Ci siamo messi a chiacchierare del concerto e NEL FRATTEMPO arriva l'amico tecnico degli Spector a scroccargli una sigaretta e anche a lui il tipo fa il discorso "the last 2 cigarettes in the world..." al che SpectorTech fa "every time..." e se ne va, lasciandomi senza la possibilità di fare due chiacchiere anche con lui. Pazienza.
Ma non è ancora finita qui!
Infatti mentre me ne sto lì col vinile in mano penso che voglio farmelo autografare, e mi passano vicino Zach e Austin. Chiedo una penna a Roberta e riesco a raggiungere Zach che è superintimidito (da me???? wtf) ma mi firma gentilmente il vinile e se ne va. O meglio, rimane lì nei paraggi a parlare con il merch guy e ogni tanto ci guarda.
Intanto Cav è al bar, così decido di aspettarlo e chiedere anche a lui di firmarmi il vinile. Lui è molto più tranquillo di Zach, mi risponde "Sure", posa la birra da una parte e firma, per poi ringraziarci di essere venute. Volevo trovare anche gli altri due ma sembravano scomparsi, così io e Roby abbiamo deciso di andare fuori, dove c'era Zach con non so chi, e di nuovo ci dà un'occhiata. Ma degli altri neanche l'ombra, così abbiamo provato a tornare di sotto ma il dj set faceva schifo, quindi abbiamo deciso di andarcene.
Per concludere, non so cosa darei per passare così ogni sabato sera. Stupendo.
Sunday, 12 May 2013
Yayo!
~
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