Esattamente una settimana fa sono partita alla volta della mia adorata Inghilterra per andare al V Festival. Ho scelto questo in particolare soprattutto per gli headliner, e poi perché mi piace provare un festival diverso ogni anno (se potessi permettermene più di uno, lo farei).
Il tempo è stato tutto sommato bello, infatti col senno di poi avremmo (io e mia sorella, che era con me) potuto anche fare a meno degli wellies, però è anche vero che probabilmente tra sabato e domenica abbiamo calpestato di tutto e di più, quindi va bene così.
Purtroppo la prima giornata del festival è iniziata con una delusione, nel senso che avevo programmato di vedere i Fratellis, ma siamo arrivate a Chelmsford troppo tardi e quindi non siamo riuscite a beccarli. Non che io sia una loro grandissima fan, però visto che suonavano e che alla stessa ora non c'era nessuno di interessante, sarei stata curiosa di vederli. In fondo i festival sono fatti anche per questo, no? Vabbè. Alla fine ci siamo beccate Conor Maynard.
Ora, lui non è esattamente il mio genere, lo so e non c'è bisogno che me lo diciate (che poi chi lo legge questo blog? mah), però il suo set non è stato male. La mia parte preferita probabilmente è stata il mash-up di Don't You Worry Child dei Swedish House Mafia e Get Lucky dei Daft Punk: tutti ballavano ed è stato divertente!
Dopo il caro Conor siamo corse all'Arena Stage (tenda strapiena!), dove siamo riuscite a beccare le ultime 3-4 canzoni del set della bravissima Gabrielle Aplin. Di lei avevo sentito un po' parlare e avevo ascoltato qualche canzone, ma dal vivo è davvero spettacolare. E' vero, l'abbiamo vista da lontanissimo, ma la sua voce bellissima ci è arrivata forte e chiara e mi ha fatto venire i brividi. Non riesco a smettere di ascoltarla neanche adesso, è proprio brava. La consiglio a chiunque e spero di rivederla un giorno.
La cara Gab ci ha fatto venire fame, così siamo andate a mangiare e poi tornate nella stessa tenda a sentire Katy B. Questa volta eravamo più vicine, anche se probabilmente non ce n'era poi tanto bisogno dato che sembrava un po' di stare in discoteca. Anzi, addirittura alcuni ragazzi pogavano! Mi sono piaciute molto le sue canzoni che conoscevo (ma di cui non ricordo i nomi, oops), penso anche che ne abbia suonata una nuova. Soprattutto mi è piaciuta On a Mission, che conosco grazie alla cover - pazzesca e singhiozzante - che ne hanno fatto gli Arctic Monkeys. E poi, sorpresona! Katy ad un certo punto ha chiamato sul palco la mia adoratissima Jessie Ware per cantare insieme una canzone (che ho poi scoperto essere Aaliyah). Amo profondamente Jessie Ware, è bravissima e super classy, infatti mi sarebbe piaciuto vedere anche lei, ma purtroppo suonava alla stessa ora dei TDCC, quindi non ho potuto. Spero di averne la possibilità di vederla in futuro.
Dopo Katy B ci siamo dirette verso il Virgin Media Stage, ovvero il palco principale, dove abbiamo potuto ascoltare le ultime canzoni del set di Paloma Faith. Anche di lei avevo ascoltato qualcosa, e mi è piaciuta molto. E' davvero brava live, mi ricorda un po' un incrocio tra Amy Winehouse e Duffy (in senso buono), ha uno stile molto particolare e mi ha colpito soprattutto l'ultima canzone che ha cantato, Picking Up The Pieces.
Sono riuscita ad avanzare un po' per vedere il primo dei gruppi che aspettavo con più trepidazione per questo festival, ovvero i miei amatissimi Two Door Cinema Club.
Li avevo già visti (solo per qualche canzone, dato che prima avevo visto un po' di OFWGKTA) a Reading nel 2011, poi li ho persi a Leeds l'anno scorso perché se non ricordo male suonavano alla stessa ora dei Black Keys (e, insomma) e li ho finalmente visti ad un loro concerto vero e proprio questo febbraio (ne ho parlato qui).
Tra l'altro il giorno prima della loro esibizione al festival hanno fatto uscire un nuovo singolo, Changing of the Seasons, che anticipa un EP, quindi ero particolarmente esaltata.
Già solo a vedere i loro tecnici (che ormai hanno facce conosciute) sul palco mi sono emozionata, poi sono arrivati loro, come al solito elegantissimi. Per chi non lo sapesse, infatti, l'etichetta indipendente con cui sono i TDCC è anche una casa di moda francese strafiga, quindi hanno un guardaroba invidiabile.
Le mie canzoni preferite sono state, ovviamente, l'ultimo singolo (suonato live per la PRIMA volta! yay!), Sun e l'ultima, che è credo la canzone più ascoltata nel mio iPod, ovvero What You Know. A dir la verità il loro set mi è sembrato un po' cortino, però non mi lamento: hanno fatto le canzoni che volevo sentire (e quelle più adatte ad un festival, in fondo), non hanno fatto altro che ringraziarci, sottolineando il fatto che era la seconda volta che suonavano al festival e che la prima volta c'erano tipo 4 persone a sentirli. Sono stati molto carini a dire che per loro, quindi, era come suonare per la prima volta lì.
I TDCC hanno annunciato da poco che quest'inverno suoneranno alla O2 Arena di Londra, che è un posto enorme: sarà il concerto più grande della loro carriera e nel guardarli, sabato scorso, non ho potuto fare a meno di pensare a quanto meritino di suonarci. Sono una delle band più talentuose in circolazione e gli auguro una carriera meravigliosa.
Dopo essermi fatta scaldare il cuore dai TDCC sono comunque rimasta in zona dato che ero curiosa di vedere Jessie J. Anche lei, come Conor Maynard, non è proprio il mio genere, ma trovo che abbia una bella voce. Dal vivo non mi ha deluso: è molto energica e canta molto bene. Tra l'altro ho scoperto che è proprio di Chelmsford, quindi era molto esaltata all'idea di cantare lì (anche se quel look alla Miley Cyrus deve sparire). Mi è piaciuta un sacco Do It Like a Dude, ma vabbè, è la mia preferita tra le sue canzoni... Ha anche cantato l'inizio di Don't Wanna Miss A Thing degli Aerosmith prima di Who You Are, e delle sue canzoni nuove mi è piaciuta molto Excuse My Rude.
Alla fine del suo set mi sarebbe piaciuto spostarmi per andare a vedere i Courteeners, ma faceva troppo freddo per farmi tutta quella strada fino al loro palco, così ho dovuto sorbirmi gli Script.
Che dire? In realtà non sono stati male come pensavo, ho anche cantato le canzoni più famose, solo che loro erano visibilmente ubriachi, tant'è che ad un certo punto (vabbè, penso che fosse una cosa programmata) hanno detto a tutti di cercare in rubrica il numero del proprio ex e che loro ci avrebbero parlato al telefono. Hanno preso il cellulare di una ragazza in prima fila e hanno chiamato il tipo, cantandogli una canzone che parlava del lasciarsi, dell'andare avanti dopo la fine di una storia, etc. e POI alla fine, dato che il tipo era ancora in linea, ci hanno fatto urlare tutti insieme: "Goodbye asshole!". Inutile dire che la ragazza in questione era a dir poco imbarazzata, però è stato divertente.
Dopodiché è arrivato il momento più atteso di tutta la giornata: lei, la regina, la diva, Beyoncé.
Come ho scritto all'inizio, è principalmente per lei (e, ovviamente per i Kings) che ho scelto di andare al V quest'anno, dato che ho rosicato tantissimo quando non ho trovato i biglietti per il suo concerto a Milano, e poi chissà quando mi ricapiterà di rivederla, soprattutto ad un festival!
Mrs Carter era in ritardo, cosa che me l'ha fatta odiare, soprattutto perché eravamo sotto la pioggia, quella pioggerella che ti costringe a mettere il cappuccio anche se è leggera. Che odio.
Comunque: finalmente è arrivata, iniziando con Run The World (Girls), PAZZESCA e soprattutto mostrandoci il suo nuovo taglio! Stava da Dio, tant'è che una ragazza vicino a me ha urlato: "she's SO fit!". E' veramente bellissima, soprattutto dal vivo, e canta e balla divinamente. Lo so che sto dicendo cose scontatissime e che già pensavo, ma vi giuro: dal vivo è ancora meglio! Si è proprio fatta perdonare <3
Ha cambiato costumi un sacco di volte, cosa che mi è molto piaciuta: pensavo che, essendo ad un festival, la sua esibizione sarebbe stata un po' ridotta (e lo è stata, dal punto di vista della durata), invece ci sono stati vari intermezzi - durante i quali ovviamente si cambiava - , ballerini, scenografia bella... insomma, wow.
I miei pezzi preferiti sono stati Get Me Bodied (che non conoscevo!!), Baby Boy (che non mi aspettavo!!) e Why Don't You Love Me (che è forse la mia canzone preferita di Beyoncé).
Ho ballato, cantato a squarciagola "to the left, to the left", sono rimasta a bocca aperta quando Bey cantava le canzoni più lente e commoventi... Insomma, è stata un'esibizione perfetta da qualsiasi punto di vista.
Il mio amore per Gaga non si spegnerà mai, ma Beyoncé, ripeto è stata impeccabile. Forse mi ha fatto questo effetto perché sono abituata a vedere gruppi composti da uomini, ma assistere a uno show del genere, uno show da headliner, che abbia come protagonista una donna mi ha fatto sentire fiera. GIRLS! WE RUN THIS MOTHER - yeah!
Ma passiamo a parlare della domenica, secondo giorno del festival.
Abbiamo iniziato, come sabato, dal 4Music Stage, dove abbiamo visto (dalla prima fila!) gli Heavy. Pazzeschi. Li avevo scoperti grazie alla loro esibizione al Late Show di David Letterman - sono l'unico gruppo a cui Dave abbia mai chiesto di fare il bis - e, anche se non c'era molta gente a vederli, hanno più volte ripetuto: "you may not have heard about The Heavy, but we're here to introduce ourselves and by the end of this, you'll know". E ci sono riusciti alla grande. Le loro coriste, poi, sono fenomenali!
Dopo di loro c'era un TBC: insomma, non si sapeva chi avrebbe suonato. Ho deciso di restare perché, ripeto, ero in prima fila e mi sembrava un'occasione da non perdere, visto che dopo il gruppo sconosciuto avrebbe suonato il mio amato Tom Odell.
Il gruppo in questione si è rivelato essere i Reverend and the Makers, ma questo l'ho scoperto solo dopo. All'inizio non mi piacevano affatto, il cantante sembrava uno stronzo pieno di sé, ma poi sono riusciti a coinvolgermi: ad esempio, dato che era nuvoloso, hanno detto: "We have to bring the sun out, let's try: yesterday we played this song and the sun came out... let's see if it works again." La canzone era Shine A Light e hanno fatto davvero venir fuori il sole! Ah, ah, ah. E' stato troppo divertente! Un'altra canzone che mi è piaciuta molto è stata Out of The Shadows. Insomma, questo gruppo è stata una vera e propria sorpresa: divertenti e coinvolgenti. Bravi.
Dopo di loro è finalmente arrivato il momento di Tom Odell, e con lui le immancabili fangirl. Una tizia vicino a me aveva addirittura un cartone della birra con scritto "I <3 TOM ODELL" e l'ha tenuto su per tutta l'esibizione. Grazie tizia.
Lui per fortuna non ha cagato queste personacce, ma si è concentrato sull'esibizione ("a lot of eyes are on me...") ed è stato molto bravo. La cosa bella è che, essendo un pianista, è stato seduto tutto il tempo, o almeno avrebbe dovuto farlo; invece era scatenatissimo e sembrava che stesse per smontarlo, quel piano. Alla fine di tutto ha anche buttato giù il microfono e lo sgabello su cui era seduto. Eroe.
Le mie canzoni preferite sono state, ovviamente, Can't Pretend e Another Love, ma un altro momento molto bello (e se non è stato il momento più bello del festival, ci si è avvicinato molto) è stato quando Tom ha chiamato sul palco un certo suo "amico", Seasick Steve, che poi ho scoperto essere un supermega chitarrista, per suonare nientepopodimenoché Get Back dei Beatles! E' stato un momento spettacolare. Peccato che su YouTube ci sia soltanto un misero video a bassissima risoluzione e lontanissimo :(
In ogni caso, sono contenta di averlo vissuto; e dire che a quanto pare l'avevano provata solo qualche minuto prima in camerino! Fantastici!
Non mi sono fermata a sentire anche il set di Seasick Steve semplicemente perché ero stufa di stare lì in prima fila ed essere osservata dai bodyguard (uno dei quali somigliava a Ricky Wilson dei Kaiser Chiefs, tra l'altro), così ho raggiunto mia sorella e abbiamo cominciato a dirigerci verso il palco principale, dove stava suonando Olly Murs. Non ci siamo concentrate su di lui, ma abbiamo fatto un giro: io ho preso una Pimm's e poi ci siamo avvicinate al palco, più che altro perché dopo Olly Murs ci sarebbero stati i Vaccines.
La cosa sconvolgente è che, alla fine del set, praticamente TUTTI se ne sono andati. Non sto scherzando, sono riuscita ad arrivare in quinta fila senza sforzi e la cosa mi ha resa molto felice. I Vaccines sono saliti sul palco sulle note di una canzone di Kanye (LOL) e, inutile dirlo, erano bellissimi (come ho già detto qui). La scaletta è stata abbastanza prevedibile, forse l'unica canzone che non mi aspettavo è stata Ghost Town. Le mie due preferite, ovvero Wetsuit e All In White, sono state perfette come al solito; mi è piaciuta molto Wolf Pack così come l'ultimo singolo, Melody Calling. Sembrava che la maggior parte delle persone la conoscesse, quindi è stato bello. Mi ha fatto ridere Justin quando, presentando Post Break-Up Sex, ha detto: "we've been told for the last three years that this song is pretty... simple".
Questa volta mi sono concentrata molto di più su Freddie e Arni, non so perché. Anche i Vaccines, come i TDCC, hanno ringraziato più volte il pubblico, dato che questa era la loro prima volta al festival. Insomma, come al solito questi quattro scemi mi hanno fatto divertire, e dal 2011 li ho sempre visti almeno una volta all'anno, quindi direi: ci vediamo l'anno prossimo, cari.
La mia intenzione iniziale era di andare, dopo i Vaccines, a vedere qualche altro gruppo. Il problema è che, come ho già scritto, per loro ero arrivata in quinta fila e non potevo crederci! Così, per i miei amati KoL, ho fatto quello che ho fatto il giorno prima per Tom Odell, ovvero sono rimasta dov'ero per mantenere la posizione.
Ma se il giorno prima ero stata fortunata con i Reverend and the Makers, la domenica non lo sono stata: ho dovuto sorbirmi Emeli Sandé.
Ora, io non dico che abbia una brutta voce, anzi; però mi sta proprio antipatica e non posso farci niente. Non mi piace.
Dopo di lei ci sono stati gli Stereophonics, che mi hanno piacevolmente sorpreso: conoscevo solo poche canzoni e non sapevo cosa aspettarmi, e invece sono stati molto bravi e il pubblico era molto presente. Mi sono piaciute soprattutto Indian Summer, Maybe Tomorrow e Superman. Mi ha colpito il fatto che il cantante parlasse molto poco e, quando lo faceva, si limitasse a dire il titolo della canzone che stava per suonare. Comunque, ripeto, assai bravi. Un'altra band da spuntare dalla mia lista.
Prima dei Kings of Leon sono riuscita ad arrivare alla seconda fila e, quindi, ad avere una visuale pressoché perfetta del palco. Non potevo crederci, penso che non mi ricapiterà mai più una cosa del genere al main stage di un festival.
Sono stata felicissima di vedere il caro vecchio Nacho accordare la chitarra di Matt (sì, nel caso in cui non l'aveste capito, mi esalto per i tecnici).
Finalmente sono arrivati i giornalisti, il che significava soltanto una cosa: i Kings stavano per arrivare. Si sono abbassate le luci, loro sono saliti sul palco e via: Supersoaker. Era ovvio che l'avrebbero suonata, ma non pensavo che sarebbe stata la prima canzone. Una bella sorpresa e grande risposta da parte del pubblico.
Sono stata così felice di vederli... così belli, così sorridenti e soddisfatti di essere lì. Era dal 3 dicembre 2010 che non li vedevo, cavolo! Mi sono mancati tantissimo e ci sono stati più momenti, durante il concerto, in cui sono stata vicina alle lacrime. Per le canzoni in sé, certo, ma soprattutto perché finalmente stavo rivedendo uno dei miei gruppi preferiti, nel mio paese preferito, e da vicinissimo. E' stata un'emozione assurda per me.
L'unica cosa che ho da criticare sono le loro fottutissime luci: bellissime, ok, e anche accecantissime (stavo per rimettermi gli occhiali da sole) ma cavolo, rendono impossibile fare foto decenti! La più bella che sono riuscita a scattare è, forse, una a Jared: penso che se ne sia accorto, perché proprio mentre scattavo ha fatto una faccia da idiota nella mia direzione. Ahahah. Ripeto: mi erano mancati. Mi era mancato Nathan, il mio preferito; mi era mancato Matt con le sue fossette, Caleb con i suo rari sorrisi.
Ad un certo punto Nate doveva sistemare la batteria, così intanto Caleb si è messo a perdere tempo: "There's something I wanna tell you about... I don't know what to tell you. ... You guys hot? ... That's all I got". Ahah.
Le mie preferite sono state... TUTTE! Per un motivo o per un altro, le ho amate tutte. Forse mi è piaciuta un po' meno Knocked Up, così come Be Somebody (che però non avevo mai sentito, quindi la salvo). Ma per il resto, mi sono piaciute veramente tutte... forse perché, ripeto, era così tanto che non li vedevo che avrebbero anche potuto suonarmi la sigla di Raven e sarei stata felice.
Notion mi ha emozionata, idem On Call. Sono quasi morta quando mi hanno fatto Closer e Crawl una dopo l'altra: con la prima avevo seriamente le lacrime agli occhi e al tempo stesso cercavo di concentrarmi sia sul basso di Jared che sulla maniera "particolare" di Matt di suonare la chitarra in quella canzone; con la seconda ero in estasi. A Bologna tre anni fa avevano aperto con quella.
Fans è stata speciale perché ho sempre sognato di ascoltarla in Inghilterra, per poter urlare a squarciagola quel "ALL OF LONDON SING!" ed è stato bellissimo sentire Caleb che, alla fine, ha detto: "That was for you, by the way. The next song is for us." E hanno iniziato Back Down South, anche questa con un significato particolare, dato che per loro il V era l'ultima data del tour. Dopodiché c'è stata la meravigliosa triade delle oldies: Holy Roller Novocaine, che non mi aspettavo AFFATTO, Four Kicks e la spaccaculi Molly's Chambers. Mi sono scatenata come non mai.
Poi è arrivata la sorpresona, quella che davvero non mi sarei MAI e poi MAI aspettata, quella che Matt considera "emo", quella che è la canzone meno da festival che si possa immaginare: Cold Desert. Ora, voi dovete capire che io amo profondamente Cold Desert. Cold Desert mi aiuta ad addormentarmi quando non ci riesco, Cold Desert mi fa compagnia quando sono in viaggio, Cold Desert mi consola quando sono triste e mi fa sfogare ancora di più quando sto proprio piangendo. Cold Desert è la morte fisica e cerebrale. I'm too young to feel this old. Potrei scrivere un libro su quanto e cosa significa quella canzone per me, ma non è questo il momento né il luogo adatto. Posso solo dire che non importa se la gente intorno a me non la cantava, non importa se ero distratta dalle ragazze che venivano trascinate via dalla folla perché si sentivano male: è stato un momento magico e non lo scorderò mai. Grazie KoL.
La triade finale mi ha ucciso definitivamente: Use Somebody, più bella che a Bologna, Black Thumbnail, che è la MIA canzone e lo sarà per sempre, con quel suo finale assurdo, e infine Sex On Fire. Quasi non riuscivo a sentire la voce di Caleb, con tutta quella gente che cantava.
Alla fine i ragazzi hanno tirato plettri e bacchette verso di noi (molto malamente, devo dire) e se ne sono andati, lasciandomi con la voglia di rivederli al più presto.
Insomma, sono stanca.
Questo festival è stato molto bello, quasi rilassante direi, e sono felice di esserci stata. Ho visto chi volevo vedere, mi sono divertita, mi sono emozionata... e non vedo l'ora che arrivi l'estate prossima.
Friday, 23 August 2013
Bounce!
Posted by Alessia at 12:42
Labels: beyoncé, chelmsford, essex, festival, gabrielle aplin, hylands park, kings of leon, music, music festival, the heavy, the vaccines, tom odell, two door cinema club, v festival
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